G, PERFETTO SCONOSCIUTO
G, come lo chiamavano i “compagni”, aveva preso una nuova abitudine: la mattina non cercava più la sveglia come quando era ragazzo, ma le sigarette. Non si alzava dal letto se non aveva fra le labbra una Marlboro.
G non aveva solo cambiato quell’abitudine: G era cambiato nel profondo.
Da tempo aveva lasciato il suo lavoro da impiegato, vedeva sempre meno i suoi compagni, non andava più al cinema. G si svegliava tardi e poi, se aveva voglia, andava nella palestra sotto casa. Se non usciva per andare in palestra, se ne restava seduto sul divano tutto il giorno, con una birra in mano, a guardare film di Steven Seagal.
Nessuno lo sapeva e nessuno l’avrebbe saputo se non fosse stato per Giulia.
G, quando ancora non era cambiato, faceva la corte a Giulia. Lei non ricambiava e G lo sapeva.
G ascoltava Vasco Rossi e leggeva Fabio Volo: a Giulia regalava i loro cd e i loro libri. Giulia sapeva bene quanto G amasse quegli artisti; lei aveva a casa un cd di Vasco che G le aveva prestato. Lui non l’aveva ripreso, non era mai passato a riprenderselo.
Un giorno G scese in palestra con una sigaretta in bocca e una Tuborg ghiacciata tra le mani, mentre Giulia si incamminava da casa sua verso quella del ragazzo.
Per il sollievo di lei non si incrociarono.
Giulia entrò in casa di G cercando di non far rumore. Entrando non poté non sentire il nauseante olezzo di marcio presente in quella casa e vedendo il disordine e la sporcizia le balenò in mente l’idea di scappare a gambe levate. Ma non lo fece. Non si mosse per più di venti minuti. Poi si guardò attorno e andò a osservare stanza per stanza. Era in camera da letto quando si accorse che G era tornato. Lasciò il cd sulla scrivania accanto al letto e scappò senza guardare G negli occhi, lacrimando e respingendo conati di vomito.
Giulia sedeva al tavolo del bar con i compagni e, quando arrivò la notizia al loro tavolo, disse con naturalezza e serenità: << Chi è questo perfetto sconosciuto?>>






